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Guida ai Coralli

Guida Ai Coralli

“Il Diamante evoca immagini di fascino, d’eleganza, di stile. I diamanti brillano, luccicano, risplendono e rappresentano la forza e la purezza”.

Guida Ai Coralli

“Il Diamante evoca immagini di fascino, d’eleganza, di stile. I diamanti brillano, luccicano, risplendono e rappresentano la forza e la purezza”.

Il Corallo e la sua Genesi

Il corallo è costituito da comunità di microscopici polipi che costruiscono, alla base del proprio corpo molle, uno scheletro di carbonato di calcio con funzione protettiva e di sostegno. I polipi crescono uno accanto all’altro, cosicché le secrezioni di calcare si fondono tra loro e si stratificano, arrivando a formare le barriere coralline. Il corallo è costituito da comunità di microscopici polipi che costruiscono, alla base del proprio corpo molle, uno scheletro di carbonato di calcio con funzione protettiva e di sostegno. I polipi crescono uno accanto all’altro, cosicché le secrezioni di calcare si fondono tra loro e si stratificano, arrivando a formare le barriere coralline.

Il Colore del Corallo

Esistono varietà di corallo più pregiate e meno pregiate, e questo non dipende solo dal colore, ma anche da altri fattori, come la presenza o meno di venature, spaccature e friabilità. I fattori che contribuiscono a stabilire il prezzo del corallo sono vari e in generale riguardano caratteristiche legate alla rarità. Prima fra tutti è la grandezza (più il corallo è grande più aumenta il suo costo a grammo) ; poi c’è la provenienza ( in base alla provenienza, infatti , il corallo ha varietà differenti). Altri fattori che influenzano la valutazione sono le eventuali porosità, nervature, vortici che svalutano il corallo. Per concludere c’è la lavorazione caratteristica che può svalutare (eventuali difetti di lavorazione) o dare molta importanza alla materia. Nel caso dei cammei o delle sculture incise nel corallo è la mano dell’artista che può dare un ulteriore ed elevato valore aggiunto.

Pesca: Coralline e Coralli

La pesca attualmente, per ovvie ragioni ecologiche, è regolamentata, ma ancora esistente anche in Italia. Solo pochi pescatori hanno il permesso di farla e si esegue manualmente e un ramo alla volta , così da prelevare solo i rami più grandi ( lasciando crescere gli altri ). Gli abitanti di Torre del Greco sono lavoranti del corallo da due secoli, ma, prima ancora, sono stati pescatori e commercianti. E’ proprio il caso di ricordare la famosa “Corallina”, una grossa barca a vela latina ,che serviva per la pesca del corallo. Essa trascinava una grossa croce di legno a bracci uguali appesantita da pietre; a questa croce (detta croce di Sant’Andrea o ingegno , cioè congegno ) erano fissate vecchie reti di canapa che avevano il compito di sradicare i rami di corallo e trattenere quelli spezzati dalla croce . Il capo barca si accorgeva dell’avvenuto incontro con un banco corallino per gli strattoni della corda. Il metodo però non era molto efficiente, infatti , raccoglieva ben poco di tutto il corallo che si spezzava. Una volta , però, era l’unico sistema per arrivare a prelevare il corallo anche a 150 m di profondità. Anche in Giappone e in Cina si usava e forse si usa ancora un sistema analogo, con un sasso e delle reti, al posto della croce.

Corallo del Giappone

Fu la materia prima maggiormente utilizzata per la produzione italiana, soprattutto praticata a Torre del Greco (Napoli),tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Le principali varietà sono: SHIRO bianco e bianco rosato BOCHE’ Un altro corallo assolutamente affascinante con un nome poetico è la varietà di un rosa compatto, detta PELLE D’ANGELO o Bokè, nome scientifico Corallium elatius. L’area di raccolta di questo corallo è intorno al Giappone tra i 200 ed i 300 metri di profondità. Ha una bella pasta compatta che lo rende duttile e perfetto sia per le incisioni che per lavorazoni lisce. MOMO, chiamato dai corallari torresi CERASUOLO da “Cerasa” ciliegia in dialetto è un corallo dai colori vivaci bellissimi, Si trova tra i 200 ed i 300 metri dal Giappone alle Filippine, i suoi colori vanno dal rosa carico al rosso vivo. Ciò che lo rende immediatamente riconoscibile è una vena bianca detta anima che percorre il ramo dalla base fino al più piccolo rametto, questo è da considerare un marchio di riconoscimento visto che ci troviamo di fronte ad un corallo di grande pregio sia per compattezza che per colore. E’ anche un ramo imponente in media i cespi pesano 2/3 kg e possono arrivare anche ai 70/80 cm di altezza. AKA, detto Moro o Sangue di Bue (Corallium Japonicum) va dal rosso vivo al rosso scurissimo, l’area di raccolta è il Giappone tra i 200 e i 300 metri di profondità. E’ estremamente vitreo e molto difettoso, ma è anche il corallo che, quando si riesce a lavorare senza creare imperfezioni dona gioielli unici, degli autentici capolavori.

Corallo del Mediterraneo

Il corallo del Mediterraneo è uno dei più pregiati per due motivi. E’ un corallo rosso uniforme, ed è raro. Il rosso del Mediterraneo che va dall’arancio al rosso scuro, è rosso dentro e fuori, a differenza dei rossi oceanici che non ostante siano egualmente pregiati, presentano delle venature bianche che possono rendere l’oggetto agli occhi di alcuni, meno attraente, inoltre tecnicamente è un materiale molto apprezzato dagli artigiani perchè più facile da lavorare, in quanto più compatto rispetto ad altre varietà. Pescato in Italia (Calabria, Campania, Lazio,Toscana, Liguria, Sicilia, Sardegna), Grecia, Jugoslavia, Corsica, Francia, Spagna,Marocco, fu il corallo più lavorato nel XIX secolo. Della specie: Corallium Rubrum, presenta un colore generalmente rosso con tonalità tendenti allo scuro o al rosso vivo, molto raramente può presentare un colore rosa pallido. E’ costituito da cespi alti in media 20-25 cm e larghi dai 10 ai 15 cm. Il diametro dei rami varia da 1 a 15mm. Il peso di ogni cespo oscilla dai 100 e 150g potendo però raggiungere con un altezza di 60cm anche i 1500g. Viene pescato nelle aree menzionate (alcune non più produttive) a profondità che variano dai 30/50m(di solito di scarsa qualità), fino a oltre i 150m.

Corallo del Pacifico

DEEP SEA è una varietà che si trova in tutte le tonalità del rosa pallido fino al rosso chiaro, è particolarmente vitreo e molto brillante. La sua area di raccolta è intorno alla Hawaii, ad una profondità sorprendente, 1000/2000 metri. Mentre i pallini fino a 4 millimetri sono molto belli e uniformi, man mano che si fanno più grandi perdono omogeneità di colore e sono molto variegati, essendo molto vitreo presenta spesso delle spaccature. La scoperta di questo corallo ha stravolto tutte le conoscenze acquisite fino ad ora sul corallo perchè non si pensava che il corallo potesse crescere al buio. Invece è florido e anche notevole di dimensioni. Terminiamo con il MIDWAY, Corallium Secundum, che va dal bianco al rosa, è un tono di rosa molto elegante che va spesso un pò nell’albicocca. Qualche volta è punteggiato di rosso. Si trova nell’arcipelago delle Midway tra i 300 ed i 500 metri. I cespi sono a ventaglio. Bellissimi!

Corallo di Sciacca

Esiste poi il famoso corallo SCIACCA, che è di colore arancio chiaro e scuro. Si tratta di un corallo estinto, trovato a partire dal 1875 fino ai primi del 900, fuori Sciacca lungo le coste della Sicilia, se ne trovavano tonnellate. Questo corallo giaceva ammassato in enormi quantità su di un fondo fangoso e si presentava a rami lunghi e affusolati con spessore medio di circa 7mm. Si tratta di un corallo subfossile databile ad alcuni milioni di anni fa, si pensa che sia arrivato fino a noi perchè coperto da uno strato di fanghiglia che ne ha probabilmente anche mutato il colore che originariamente doveva essere rosso, essendo a tutti gli effetti come l’odierno Sardegna. Oggi non se ne trova più, spesso i monili di sciacca si trovano nei musei o sono parte della collezione di gioielli di ricche famiglie. In vendita se ne trova pochissimo e quasi sempre si tratta di corallo grezzo.

Come Conservare il Corallo

E’ evidente in tutto ciò che il discorso sul corallo è molto diverso rispetto al mondo delle pietre preziose, in quanto abbiamo a che fare un materiale non eterno come il diamante. Il corallo è un materiale naturale ed organico , sostanzialmente è un carbonato di calcio, pertanto è suscettibile all’aggressione di agenti chimici quali profumi, alcune creme, saponi e al lungo andare anche sudore umano. Si consiglia, quindi:
• di sfregare di tanto in tanto il corallo con un panno di cotone asciutto o al massimo leggermente umido, ma senza alcun tipo di sapone ( alcuni consigliano che il panno sia appena imbevuto di cera liquida ).
• di avere l’accortezza di non far andare il monile o la collana di corallo a contatto diretto con le sostanze sopracitate, per esempio spruzzandosi il profumo e lacche prima di indossare i gioielli in corallo e non dopo.
• di non tenere vicino a fonti di calore , come, per esempio, faretti di vetrine;
l’esposizione a calore intenso, infatti , può modificare la tonalità o addirittura il colore.
• di sostituire il filo della collana ogni 1 – 2 anni.

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